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Fondo non autosufficienza: confermati i rischi di taglio

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Comunicato Stampa FISH

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Comunicazione 2016

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Avviso __________________________________________

CENTRO SOCIALE POLIFUNZIONALE DISABILI

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Avviso

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A.D.I. Assistenza Domiciliare Integrata

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Buoni per prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio

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ASL CASERTA

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Programma gratuito di screening per la prevenzione del tumore del colon

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Ambito territoriale CO4

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Regolamento compartecipazione utenti costo servizi

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Piano Sociale Regionale 2013/2015 Campania

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Piano Sociale Regionale 2013/2015 Campania

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Auguri di NATALE

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Lettera e Auguri del Presidente

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DECRETO 765 del 23/10/2012

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DECRETO 765 - Decreto dirigenziale 765

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DECRETO 483 del 21/09/2012

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DECRETO 483 - Linee Guida DECRETO 483

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DECRETO 50

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DECRETO 50 - ALLEGATO1 - ALLEGATO 2

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DONA IL 5 x 1000 DELLA DENUNCIA DEI REDDITI
ALL'ASSOCIAZIONE FAMILIARI DISAGIATI PSICHICI
C.F. 91009730614

Per sostenere l'AFDP con il 5 per mille bastano due semplici
Mosse :

Nei diversi modelli di dichiarazione – CUD 2011,Mod 730/2011 redditi 2010 e modello Unico persone fisiche 2011

OCCORRE :

1.Firmare nel riquadro "sostegno del volontariato,delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale,delle Associazioni di promozione sociale-

2.Indicare il Codice Fiscale di A.F.D.P. ( C.F.= 91009730614)

Grazie per quanto potrai fare.

Ermanno Preziosi Presidente AFDP

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disagiati Psichici ...

Questi nostri amministratori non hanno più pudore,vogliono applicare,alla lettera,il decreto n°77 dell'11 Novembre 2011 che il Commissario ad acta , per il piano di rientro economico/finanziario Sanitario Stefano Caldoro della Regione Campania ,vuole applicare dal 1 Gennaio 2012 con retroattività agli anni precedenti per il recupero delle quote non versate e che testualmente recita: ………Omissis a partire dal 1 Gennaio 2012 è fatto obbligo alle strutture che erogano prestazioni sociosanitarie soggette alla compartecipazione di cui all'allegato 1C del D.P.C.M. del 29/11/2001 di fatturare all'A.S.L. esclusivamente le tariffe dovute per la componente sanitaria ed all'utente/Comune la restante quota delle tariffe per la componente sociale………Omissis.

Questo è un provvedimento disumano perché scarica sulle famiglie degli utenti disabili un costo elevatissimo (dagli 800 ai 1.000 € al mese).
I Comuni dal canto loro,in ragione dei gravi problemi di bilancio,non garantiranno la compartecipazione e quindi non potranno onorare le fatture ad essi rimesse.
Tantissime famiglie saranno costrette a rinunciare a indispensabili prestazioni per i loro congiunti disabili che saranno sempre più emarginati socialmente.

L'Associazione con tutta la sua forza chiede che il Decreto venga ritirato per evitare alla Regione un ritorno……..al passato dove mancava,solidarietà,civiltà e rispetto per le persone svantaggiate.

E' grave che il Presidente Caldoro per migliorare i costi della Sanità in Campania, opera tagli ai servizi Socio-Sanitari indispensabili per garantire un minimo di serenità a questi nostri fratelli meno………..fortunati di noi.

Ora basta !!! questo decreto contiene norme che emarginano sempre più persone bisognose,che per svolgere un ruolo nella società, hanno bisogno del nostro sostegno economico,sanitario e sociale.
Abbiamo strutture appena costruite,attrezzate con personale ASL qualificato, che possono assicurare assistenza per il recupero Psico-Sociale,(vedi SIR di Piedimonte Matese,
Teano ecc..ecc…) le quali sono pronte per ospitare coloro che necessitano di seguire programmi per l'inserimento in Società e che la Regione Campania ha individuato come Laboratorio Sperimentale anche per il superamento dell'O.P.G. Ospedale Psichiatrico Giudiziario,finalmente chiuso ...

Ermanno Preziosi

Chi Siamo

l'associazione

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Nasce ufficialmente la I ASSOCIAZIONE FAMILIARI DISAGIATO PSICHICI. (A.F.D.P.) presente sul territorio Matesino con sede in Piedimonte Matese, la prima costituita nella provincia di Caserta.

E' ben chiaro come il disagio psichico rappresenti una grave e, purtroppo in espansione, "tara" del nostro vivere odierno.

La Legge 180/1978: detta legge Basaglia previde, con la chiusura dei manicomi, tutta una serie di strutture e realizzazioni a sostegno, sia logistico che terapeutico.
Ecco quindi la necessità della nostra Associazione dei familiari che vivono questi problemi "ad personam" di sollecitare interventi insieme con le istituzioni locali, provinciali, regionali e le organizzazioni operanti nel campo sanitario, di dare possibilità alle persone svantaggiate l'integrazione sociale tramite le strutture relative evitando di porre i soggetti in stato di disagio anche culturali che ne aumentano le problematiche.

E' prioritario non abbassare la guardia nei confronti di questo disagio anche in considerazione degli strumenti legislativi che esistono.

In Tema di.....

"Venne la notte di quel primo giorno,
grata che la terribile prova fosse superata
chiesi alla mia anima di cantare.
Mi rispose che le corde si erano spezzate,
in frantumi l'archetto.
Per ripararlo dovetti lavorare fino al giorno dopo.
E poi arrivò un giorno,
immenso come due ieri
e nversò il suo orrore sul mio viso,
fino a velarmi gli occhi.
La mia mente cominciò a ridere.
Balbettai, come una folle,
e benché fosse un' anno fa, da quel giorno
la mia mente continua a sghignazzare.
E, cosa strana, nell'intimo,
quella che ero, e quella che sono,
non sono più le stesse.
Che sia questa la follia?

.....Emily Dickinson

 

COSA CI PROPONIAMO

L'ASSOCIAZIONE HA LO SCOPO DI :

- promuovere iniziative di socializzazione e di aggregazione per le persone diversamente abili, al fine di prevenire, arrestare e contrastare processi di emarginazione ed esclusione sociale, favorendo la loro partecipazione a iniziative di carattere culturale, formativo e ricreativo, favorendo l'inserimento nel mondo del lavoro, secondo le leggi vigenti;

- promuovere e sostenere per i diversamente abili progetti di solidarietà, anche in collaborazione con altre associazioni;

- promuovere e attuare azioni di collaborazione e di stimolo verso istituzioni pubbliche e private e verso la società per sensibilizzarle sui problemi della disabilità Psichica;

- stimolare alla solidarietà anche persone non appartenenti all'Associazione;

- assumere e promuovere iniziative per l'abbattimento delle barriere architettoniche, sociali e mentali;

- realizzare e promuovere la realizzazione di strutture di accoglienza per coloro che non possono giovarsi dell'assistenza di familiari;

- informare gli interessati sugli strumenti operativi, legislativi e previdenziali cui possono usufruire e in qualsiasi forma giovarsi;

- vigilare sull'osservanza delle norme emanate a loro favore, tutelando i loro diritti e interessi e rappresentando le loro esigenze e quelle delle famiglie presso enti e istituzioni;

- intraprendere ogni altra iniziativa volta a migliorare la qualità della loro vita e quella delle famiglie.

- L'Associazione non potrà svolgere attività diverse da quelle sopra indicate, ad eccezione di quelle direttamente connesse a quelle statutarie o, per natura, accessorie in quanto integrative delle stesse, nei limiti consentiti dal D.Lgs. 4 Dicembre 1997, n.460 e successive modificazioni e integrazioni.

- Per il conseguimento dei suddetti scopi l'Associazione potrà:

- organizzare centri di socializzazione e di aggregazione;

- procurarsi autoveicoli attrezzati per il trasporto dei disabili;

- promuovere attività occasionali o permanenti, organizzare spettacoli, manifestazioni di ogni tipo, anche in collaborazione con altre organizzazioni similari;

- avvalersi dell'ausilio di volontari;

- cooperare con altre associazioni che svolgono attività identiche ed analoghe.

L'ASSOCIAZIONE CHIEDE:

1. Pronto Soccorso Psichiatrico.
2. Clinica Psichiatrica Pubblica.
3. Comunità Terapeutica.
4. Residenze Protette.
5. Assistenza Psichiatraica domiciliare.
6. Case famiglia.
7. Responsabilità civile e penale.
8. Riqualificazione e aggiornamenti degli Operatori.
9. Lavoro protetto per malati psichici.
10. Collaborazione tra Operatori psichiatrici e sociali.
11. Collaborazione con i familiari.
12. Prevenzione.

Cosa vogliamo:

•Il riconoscimento della dignità e dei diritti di cittadinanza dei sofferenti di disturbi psichici e dei loro familiari.
•Un'assistenza adeguata sia in fase di cronicità sia in quella di acuzie e di emergenza.
•La riabilitazione psicosociale continuativa,cioè abitativa, Iavorativa e con servizi di supporto (cure e assistenza domiciliare) ; tutto questo nella propria zona di residenza e con il coinvolgimento delle famiglie.
•Un buon lavoro di prevenzione e di diagnosi precoce nel campo della salute mentale,in collaborazione con le scuole e con i medici di base.
•Un uso moderato e razionale dei psicofarmaci.
•Una campagna continua di lotta contro il pregiudizio e lo stigma.
Uno spot del Ministero della Salute diceva:
"Non è diverso da te. Curare i disturbi mentali si può" basta superare lo stigma. Già, lo stigma, anche io ho dovuto imparare che cosa vuoi dire "Stigma":
La parola stigma dal vocabolario significa marchi~impronta,segno distintivo. Per gli esperti di salute mentale,il termine indica la discriminazione basata pregiudizio nei confronti del malato.
Ma per il malato mentale lo stigma significa,ogni giorno,esclusione,rifiuto, vergogna,solitudine.

Cosa non vogliamo:

•Una situazione logora, in cui buone leggi rimangono inapplicate, piani
regionali restano sulla carta per conservazione dello Statu-quo, per mancanza di coraggio e per veti ideologici incrociati.
•I malati abbandonati con le loro famiglie e una vita isopportabile per gli uni e per gli altri.
•Pochi ma buoni operatori,che non possono sopperire personalmente a tutte le carenze; molti che continuano a fare carriera cavalcando i disastri esistenti.
•Le strutture neomanicomiali nelle quali si entra per non uscire più.
•Una università vecchia,ferma nel passato, che continua a sfornare giovani psichiatri su modelli ormai desueti e criticabili,trascurando la nuova psichiatria di comunità.
•Una opinione pubblica prigioniera dell'ignoranza e del pregiudizio, ostile e incapace di solidarietà nei confronti dei sofferenti di disturbi psichici.

Conoscenza del malato:

Il pregiudizio nei confronti dei malati mentali ha radici che affondano nei tempo e si propagano ancora oggi in tutti i paesi,specie quelli progrediti.
Nasce e cresce su un terreno di false informazioni accettato in modo passivo e acritico.
Le convinzioni alla base dello stigma sono sbagliate perché non riconoscono che persone sofferenti di disturbi mentali, se adeguatamente curate, possono recuperare capacità intellettive e razionali compatibili con una vita sociale attiva e produttiva.
Lo stigma oltre ad essere un atteggiamento infondato, è il principale ostacolo alla cura poiché genera un circolo vizioso di malattia e pregiudizio. Il malato in fuga dalla propria condizione per timore dello stigma,non riesce a migliorare e si isola, peggiorando il proprio stato di esclusione e rafforzando il pregiudizio stesso.
Se si inizia a riconoscere che il malato mentale è semplicemente una persona colpita da una malattia dovrebbe essere immediato assumere un atteggiamento corretto e solidale nei suoi confronti.
Ognuno di noi forse senza saperlo conosce ed apprezza alcuni malati mentali Van Gogh, Dino Campagna ed il matematico premio Nobel Jon Nash.
Oggi con gli strumenti di diagnosi e cura disponibili (farmacologici,psicoterapici,e sociali) è possibile e doveroso aiutare il malato mentale a liberarsi dal guscio di impotenza e di inerzia imposto dallo stigma.
In passato è stato il peggior elemento di esclusione sociale,oggi si cerca di superarlo senza ancora riuscirci del tutto perché,cattiva informazione e pregiudizi infondati lo alimentano.
Il futuro deve essere improntato al suo totale superamento adottando politiche sociali che possano mettere il "malato mentale" nella condizione di cittadino con pari diritti e opportunità e non come persona da escludere dalla vita sociale e lavorativa,ma perseverando sempre alla ricerca del recupero sociale di questi malati
"Perseverare", già ,vedete un impegno a sprazi , un entusiasmo passeggero, un gesto episodico non sono sufficienti per costruire una persona o una storia ogni cosa richiede pazienza,fedeltà,perseveranza.


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Photogallery di alcune iniziative AFDP

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Presntazione dell'A.F.D.P.
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Convegno: Realmente insieme.
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Presentazione Carta dei Servizi Socio-Sanitari Integrati
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Carnevale SIR Capriati
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Presentazione Piano Regionale Politiche Sociali
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Case Alloggi Convivenza
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Contatti

CONTATTI

PRESIDENTE

Ermanno Preziosi

Indirizzo

Via Nuova Monte Muto Pal. San Francesco

81016 Piedimonte Matese (CE)

SEDE

Via Nuova Monte Muto Pal. San Francesco

81016 Piedimonte Matese (CE)

Telefono e fax:
0823/912604

Cellulare: 3392628046 Cellulare: 3452996450

E Mail: afdpmatese@gmail.com - ik8ozx@libero.it